bagan e lago inle

“Un viaggio in Myanmar non è completo se non visiti il Lago Inle e Bagan.”

Questa frase l'abbiamo letta praticamente ovunque! Che fare quindi? Zaino in spalla, ore imprecisate di bus in strade..”STRADE? Dove stiamo andando non esistono STRADE..” forse Doc si riferiva al Myanmar, ed eccoci prima a Nyaungshwe, anonima cittadina punto di accesso per il lago, poi a Nyaung-U, altro anonimo villaggio (solo più polveroso) a pochi chilometri dai famosi templi di Bagan.

Iniziamo dal lago. L'attrazione principale della zona del lago Inle è appunto il lago stesso! Decine e decine di tipiche imbarcazioni in legno con il motore a vista aspettano i vacanzieri al molo per un'escursione di diverse ore, dalla mattina alla sera. Contrattato il prezzo e l'itinerario con la nostra guest house partiamo guidati dal nostro barcaiolo, un timidissimo ragazzo di vent'anni, alla scoperta di una della perle del Myanmar.

Conclusione a fine giornata? Bello, molto bello. Il lago è immenso, la natura circostante straripante, i villaggi di palafitte che si attraversano lungo gli innumerevoli canali sono pazzeschi e rispetto ad altri visti in altre nazioni anche molto curati e ordinati. Bei templi buddisti, un po' decadenti ma davvero suggestivi, insomma a parer nostro la zona merita davvero una visita. Naturalmente dopo Marco Polo è passata tanta, tanta altra gente, quindi non immaginatevi di sentirvi esploratori di un'altra epoca. Sono d'obbligo un paio (anche tre) soste in negozietti di artigianato/souvenir e la mancia ai pescatori/figuranti per un paio di foto. Ma questo fa parte del gioco, ed è giusto che sia così (comunque la stragrande maggioranza della gente continua indisturbata a svolgere la propria vita ed è sempre uno spettacolo osservarla.)

Altre innumerevoli ore di bus (questa volta giornaliere) ed eccoci alla seconda, non per importanza, attrattiva del Myanmar, la zona archeologica di Bagan. Una vallata di meravigliosi templi, pagode e stupe di varie dimensioni ed aspetto, luogo di culto importantissimo per i buddisti di tutto il Paese. Per godere appieno tutta la sua meraviglia bisogna svegliarsi prima dell'alba, recarsi all'unico (almeno pare visto che non è più consentito arrampicarsi sopra i siti) punto panoramico e aspettare il sorgere del sole. Il quadro è reso ancora più spettacolare da decine di mongolfiere che sullo sfondo si levano in aria come in un set cinematografico (naturalmente le mongolfiere non sono messe lì per bellezza ma sono di proprietà di un'agenzia che realmente organizza voli sulla vallata di Bagan).

Tutto molto suggestivo.

L'alba, i templi, le mongolfiere.

Una vista pazzesca! Un panorama con i fiocchi!

Magico!

Succede però che il sole sorge, le mongolfiere si fanno sempre più lontane e tu ti accorgi che una bambina con le codine sulla testa e gli occhi lucidi dal sonno vuole venderti per pochi centesimi il disegno di una mongolfiera rossa fatto da lei stessa. Ecco, in quel momento tutta la magia, la poesia, l'energia, chiamatela come volete, sparisce in un secondo.

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