Giorno 1

 

Km 109

 

Informandoci un po' su cosa fare e cosa vedere nel sud del Laos abbiamo scoperto che numerosi siti web, tra cui la più famosa guida lonely planet, consigliano un itinerario in motocicletta che si snoda attraverso l'altopiano Bolaven, tra impetuose cascate e numerose piantagioni di caffè. Un "loop" di circa 500 km che ha come punto di partenza e di arrivo la città di Pakse.

Stamattina e di buon ora abbiamo lasciato i bagagli pesanti all'agenzia che noleggia le moto e siamo partiti per le strade più o meno sconnesse di uno dei Paesi meno conosciuti (almeno per noi) di tutto il sud est asiatico. Una sorta di "viaggio nel viaggio", in sella alla nostra Poderosa. Non abbiamo una data precisa di rientro, molto dipenderà da quello che troveremo lungo il percorso e sopratutto da quante volte sbaglieremo strada. Oggi per esempio siamo tornati indietro di 16 km perché volevamo comprare un durian da una venditrice intravista lungo la via e abbiamo fatto una svolta di altri 5 perché un cartello scolorito indicava una cascata.

Il primo giorno è terminato, la strada è stata per lo più scorrevole e solo un forte acquazzone ci ha fatto sostare per una mezz'oretta sotto una tettoia di lamiera. Tutto è filato liscio. Un signore, mentre mangiamo un piatto di riso con verdure, ci ha fatto assaggiare del miele buonissimo con tanto di alveare ancora nel recipiente.

Siamo arrivati a Tad Lo nel pomeriggio (un piccolo villaggio nella provincia di Salavan) e abbiamo trovato un bungalow davvero carino, in una struttura altrettanto curata. La prima notte la passeremo in questa bella camera di legno immersa nella campagna laotiana.

 

PS: ogni riferimento a fatti e a persone e a motorini è puramente casuale

Giorno 2

 

Km 37

 

Abbiamo deciso di fermarci un giorno in più in questo splendido paesino laotiano, dove la vita è scandita dallo scorrere del Mekong. Negli abitanti del posto resiste ancora uno stile di vita antico millenni e il tempo, in alcuni casi, sembra essersi fermato. Forse per la prima volta possiamo dire che il turismo che è arrivato sin qui non ha intaccato minimamente l'essenza del luogo. Anzi per certi versi l'ha addirittura migliorata. Stamattina siamo andati alla ricerca di tre cascate ma siamo riusciti a trovarne solo due. Poco male, le due viste erano stupende e, incredibilmente, l'ambiente circostante pulito. Tornati nel nostro bungalow, complice il caldo, abbiamo passato il pomeriggio a non fare niente, ammirando la campagna circostante, discutendo sul futuro dondolati da un amaca. Solo al calar del sole abbiamo fatto una passeggiata lungo la via del villaggio, rimanendo a bocca aperta davanti ad un tramonto spettacolare.

Giorno 3

 

Km 123 

 

Casco ben allacciato e in sella alla nostra Poderosa lasciamo il bellissimo villaggio di Ban Saengvan, direzione est lungo la route 16, destinazione finale Sekong. La strada è alquanto sconnessa, con qualche lavoro in corso, ma il paesaggio è davvero spettacolare. Mai visti degli alberi così imponenti. I villaggi di case di legno e tetti di paglia si susseguono uno dietro l'altro e i bambini con un solo quaderno vanno e vengono intorno alle scuole finanziate dal governo giapponese. I sorrisi degli anziani dovrebbero essere patrimonio dell'Unesco. Facciamo una piccola deviazione e ci dirigiamo verso Salavan, il capoluogo della omonima provincia. Rimaniamo sorpresi nel trovare una cittadina molto curata, con giardini fioriti e uffici governativi scintillanti. Facciamo una capatina al mercato e rimaniamo altrettanto sorpresi nel vedere esposti sui banchetti scoiattoli, serpenti, uccelli colorati, pipistrelli e addirittura topi. Riprendiamo la via, il tempo per una breve sosta caffè e arriviamo a Sekong, cittadina che ha più o meno i nostri anni, fondata nel 1984. Dopo una lunga contrattazione con padre e figlio proprietari della guest house in centro riusciamo a trovare un giusto prezzo che soddisfi entrambe le parti, o almeno così sembra, visto che la signora, molto probabilmente moglie e madre dei primi due, continua a guardarci con aria minacciosa.

Giorno 4

 

Km 99 

 

Decidiamo di non trattenerci ulteriormente a Sekong e in mattinata ci mettiamo in strada direzione Paksong, la capitale del caffè. Dopo qualche chilometro, prima deviazione e visita ad una cascata davvero suggestiva, con alcune famiglie intentente ad arrostire pesce ai lati del fiume. Oggi siamo giunti alla conclusione che i bambini che ci salutano ai lati dei villaggi vengono messi lì apposta da qualche specifico ente per rallegrare la giornata a chi gli passa vicino, altrimenti non si spiega. Il signore che ci ha noleggiato la moto si è raccomandato, con tanto di cartina alla mano, di fare molta attenzione se mai fossimo passati dalla strada che arriva a Paksong. Soprattutto in uno specifico tratto, dove si passa in mezzo al nulla, con da una parte strapiombo di centinaia di metri e dall'altra un costone da dove spesso franano massi. Passavamo proprio in quel tratto quando abbiamo sentito un forte rumore alla moto e improvvisamente le marce non entravano più.

E ora che si fa?

Per fortuna dopo pochi minuti è passato di lì una motorino, l'abbiamo fermato e il signore ci ha fatto notare come la catena fosse saltata e penzolasse all'interno della carena. Ci ha fatto segno di continuare avanti, che avremmo trovato qualcuno in grado di aiutarci. La strada continuava in discesa quindi ci siamo rimessi in sella speranzosi. Poco prima che iniziasse la salita una casa con all'esterno un altro signore indaffarato. Gli abbiamo fatto notare la situazione e lui, dopo una grande risata, è tornato con una cassetta di attrezzi più o meno arrangiati. Un'ora e mezza dopo, mani nere come la pece, altre grandi risate, la nostra Poderosa era di nuovo in pista, affrontando gli ultimi 40 chilometri che ci dividevano da Paskong senza più il minimo lamento.

Giorno 5

 

43 km

 

Visto che ieri siamo arrivati a Paksong che era quasi buio, decidiamo di trattenerci un giorno in più, in modo tale da avere un po' di tempo per scoprire quella che le guide definiscono la capitale del caffè. Ci troviamo sull'alto piano Bolaven a 1300 metri d'altezza e per la prima volta dopo mesi togliamo dallo zaino la nostra felpa tutta stropicciata, godendoci finalmente una boccata d'aria fresca.

Che spettacolo le cascate! Davvero incredibile. Abbiamo visitato quattro siti uno più bello dell'altro. Natura spettacolare e ambiente circostante pulito e valorizzato come si deve. Questa zona del Laos ci sta letteralmente spiazzando. Avendo già visitato altri paesi del sud est asiatico non ci aspettavamo di trovare qui tanto ordine e cura. Ogni casa, anche la più semplice di legno, è tenuta davvero come un gioiellino e per le vie non si vedono le solite montagne di plastica che oramai eravamo abituati a vedere. Le piantagioni di caffè non si contano. Per chi come noi è amante della bevanda nera qui è come un parco giochi per un bambino. Abbiamo scorrazzato in lungo e in largo per i sentieri che attraversano migliaia di piante verdi, sognando di possederne una. Purtroppo però non siamo riusciti ad assaggiarne una tazza come si deve. In una bellissima terrazza panoramica, con tutta la piantagione davanti, con tanto di insegne che pubblicizzavano il prodotto, vedere scritto sul menù "caffè americano" senza nessun'altra descrizione, è stato come ricevere una pugnalata al cuore.

PS: dopo l'intervento subito ieri la nostra Poderosa è come ringiovanita.

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