Ci troviamo nella regione di Mondulkiri, la casa dei Bunong (minoranza etnica purtroppo sempre più a rischio estinzione) precisamente nella cittadina di Sen Monorom, nel nord est della Cambogia. Una zona scarsamente popolata, dove la foresta la fa da padrona e dove, nonostante i segni di modernità siano evidenti, si riesce ancora a respirare quell'aria di selvaggio, di inesplorato e autentico, tipico delle zone più remote. Abbiamo noleggiato un motorino e siamo andati alla scoperta dei dintorni, tra strade ben asfaltate e altre di terra rossa, con la speranza che da un momento all'altro un elefante ci attraversasse la strada (visto la numerosa presenza in quest'area), ma niente da fare.
In compenso abbiamo incontrato numerosi villaggi fatti di poche case di legno, mucche e maiali, come sempre tantissimi bambini e come sempre una gran quantità di plastica sparsa un po' ovunque, anche qui, nonostante siano territori protetti, curati e salvaguardati. Per la prima volta in vita nostra abbiamo fatto la doccia sotto una vera cascata. Bellissimo. La potenza dell'acqua sulla schiena riesce a trasmetterti un'energia pazzesca e a rigenerarti animo e fisico. E' probabilmente il più bel ricordo che ci porteremo dietro da Mondulkiri.
Insieme alla conoscenza di Dimitri, un signore austriaco di 55 anni che entro il 2020 conta di visitare gli ultimi tre Paesi che gli mancano per completare il suo personale primato: aver messo piede in tutte le Nazioni presenti sulla faccia della Terra. Le uniche che mancano alla lista sono Afghanistan, Libia e Iraq.

“Non proprio delle zone facili in questo momento” abbiamo azzardato noi.

“E' vero”, ci ha risposto, “ma perchè non provarci”.

Abbiamo passato un'intera giornata, compresa di pranzo e cena, assieme a questo signore dai tratti del viso molto simili al grande Anthony Bourdain, tempestandolo di domande.

“Ho vissuto per sei anni in India e lavorato per undici a Lima, in Perù, nel frattempo continuavo a viaggiare. Sono stato in Cambogia appena è caduto il regine di Pol Pot, e in Corea del Nord due anni fa. L'Africa è rimasto l'unico Continente dove davvero puoi avvertire la sensazione di avventura. Una volta in Tanzania sono stato sequestrato per qualche ora insieme a due miei amici dalla mafia locale. Ci hanno derubato di tutto: soldi, carte e telefono. Sono riuscito almeno a farmi restituire la scheda sd della telecamera con tutti i miei video. E' stata l'esperienza più intensa della mia vita.”

“Qual è il Paese più bello che hai visitato?”

“Impossibile dirlo, ognuno ha le sue caratteristiche e le sue bellezze. O bruttezze. Gli argentini sono un popolo che mi ha colpito molto, ma l'Italia è sempre nel mio cuore.”

Saremo rimasti a chiaccherare con Dimitri per altre ore, ammaliati dai suoi racconti. In questi mesi abbiamo conosciuto numerose persone che per un motivo o per l'altro hanno dedicato parte della loro vita ai viaggi, tutti accomunati essenzialmente da due caratteristiche: l'umiltà e la curiosità. Più aumentano i viaggi e più aumenta la consapevolezza di essere solamente un puntino in questo casino chiamato mondo, ne più ne meno di un qualsiasi altro abitante.
Un po' come il sapere e la cultura.
Chi più sa si mette sempre in discussione, è sempre pronto a farsi altre domande, instancabilmente.
Chi meno sa invece, ha già tutte le risposte in tasca.

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