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“Sa Tzia” in sardo ha un significato che va oltre la semplice traduzione letterale. Non indica semplicemente “La Zia”, ma è un termine che nel linguaggio comune assume caratteristiche ben più ampie e complesse.

Sta ad indicare la donna saggia, la guaritrice, la Signora anziana e riflessiva che ha una parola buona per tutti e un rimedio ad ogni problema. Nell'antica tradizione sarda inoltre “Sa Tzia” era colei che con le sue mani e le sue misteriose pozioni riusciva a scacciare via “il malocchio”, ovvero quella tremenda maledizione figlia dell'invidia altrui che si trasmette semplicemente con lo sguardo, recando danni gravissimi al malcapitato. Per tentare di prevenire questa sciagura ai bambini veniva regalato un amuleto, uno scaccia malocchio: “su coccu”, una pietra scura e tonda incastonata nell'argento. Su coccu rappresenta l'occhio buono, quello che assorbe i malefici dell'occhio cattivo e con i suoi poteri rende immune chi lo porta con se.

Dall'unione della figura della donna saggia e in un certo senso magica (Sa Tzia) con l'amuleto che lei stessa attiva contro il malocchio (su coccu), nasce Sa Tzia -handmade jewelry- (fatevi un giro su questa pagina per capire meglio di cosa parliamo) splendide creazioni realizzate interamente a mano e con materiali che richiamano la Sardegna in ogni sua forma.

Tra meno di venti giorni riprenderemo il nostro cammino in giro per il mondo e visto che di buona sorte e di influenze positive ne avremo estremamente bisogno, non potevamo scegliere compagno di viaggio migliore.