than hoa

Siamo a Tanh Hoa, capitale dell'omonima provincia, 130 km a sud est di Hanoi.
Le persone che incontriamo hanno tutte lo stesso sguardo di stupore nel vedere due stranieri aggirarsi per loro strade. "Che siete venuti a fare?" sembra vogliano dirci. In effetti la città offre poco o nulla dal punto di vista turistico. Gli vorremmo rispondere "siamo venuti proprio per questo!", ma la barriera chiamata lingua ce lo impedisce. Alcune volte pensiamo "sarebbe bello se ci fosse un'unica lingua parlata, in ogni parte del mondo".

Ma ogni lingua, dialetto compreso, è cultura, è tradizione, è storia di un popolo. Quindi niente da fare. E' giusto che sia così.

Dalla stazione si apre una grande piazza in stile sovietico con le bandiere rosse e nessuna panchina. Le signore con il classico cappello vietnamita vendono patate alla brace dolcissime e manghi ancora troppi acerbi.
Un quartiere appena costruito con quell'odore tipico di nuovo che hanno le macchine appena comprate, spunta fuori come un corpo estraneo al centro di questa strana città fatta per lo più di marciapiedi sconnessi e laghetti poco profondi.
È il nuovo Vietnam che avanza. Un paese che nell'ultimo decennio ha avuto una crescita economica pari a quella della Cina. "Economia di mercato orientata al socialismo” la chiamano. Una sorta di falce e martello 2.0!
Abbiamo ormai metabolizzato il fatto che i pedoni hanno sempre torto. Non ci sono strisce pedonali che tengano. Mai fare lo sbaglio di provare ad anticipare un mezzo con le ruote. Bisogna imparare velocemente una sorta di danza che ti permetta di passare illeso tra una macchina e un pullman, dopo un motorino e prima di una bicicletta.

Inutile ribadire la gentilezza e l'onesto orgoglio di questa gente. Facendo la spesa al mercato tante volte ci capita di confondere i soldi e magari pagare un kg di arance anziché 20000 dong (75centesimi di euro) 200000 dong (7.50 euro). In un mese di Vietnam mai nessuno ha approfittato di questa nostra poca attenzione a delle banconote molto simili tra loro. Sempre ci è stato fatto notare l'errore, con una grossa risata e assoluta fermezza. Mai nessuno ha gonfiato i prezzi della merce. Quando si viaggia incontrare questo tipo di atteggiamento è per noi di vitale importanza. Non tanto per la cifra in se, ma non sentirsi presi in giro è una sensazione rigenerante.

Oggi abbiamo conosciuto John, un ragazzo dell'Uganda venuto a Than Hoa per insegnare l'inglese in una scuola privata. Speriamo di rincontralo nei prossimi giorni, ci piacerebbe sapere di più della sua storia.

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