la scuola

Nei giorni in cui eravamo a Mumbai ci ha chiamato una coppia di nostri amici dicendoci più o meno questo: “ci piacerebbe farvi una piccola donazione da destinare a chi volete voi. Fate in modo di regalare un sorriso da parte nostra.”

E' sempre bello ricevere messaggi del genere, ma allo stesso tempo è anche una grande responsabilità. L'india è un paese dove praticamente ad ogni angolo ci sono situazioni disastrose, persone costrette a vivere in modo disumano, e ad un primo sguardo è facilissimo fare del “bene”, aiutare qualcuno in difficoltà con qualche soldo o con beni materiali. Ma non è per niente così semplice. Bisogna assolutamente stare molto attenti a fare queste cose. Spesso e volentieri dietro l'anziano o la signora che chiede l'elemosina si nascondono associazioni criminali che sfruttano questi disperati per i loro tornaconti. Alle volte per impietosire ancora di più i passanti ad alcuni bambini vengono tagliate le dita, tolto un occhio o bruciato la pelle con l'acido. Dando del denaro in giro si rischia di fare più danno che altro, di alimentare un mercato criminale e di incentivare l'accattonaggio. In assoluta buonafede. L'India è veramente un paese complicato e non saremmo certo noi “ricchi turisti occidentali” a sistemare le cose con un po' di elemosina. Detto e appurato questo, volevamo trovare la situazione giusta per non fare la cosa sbagliata.

Visto l'impegno nel sociale da parte di Rita, la ragazza che ci sta ospitando questi giorni con la sua famiglia, abbiamo pensato di chiedere a lei. “Nel mio villaggio c'è una scuola dove studiano circa 160 bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Potremmo comprare loro quaderni e penne, sarebbe un piccolo gesto ma di grande aiuto per loro.”

Eccola l'occasione che stavamo aspettando.

Qualche giorno fa siamo andati a comprare tutto il materiale e Rita ha organizzato con la scuola. E' stato qualcosa di fantastico. I bambini, ma anche gli insegnanti, ci hanno riservato un'accoglienza indescrivibile e totalmente inaspettata. Abbiamo distribuito i quaderni e le penne ad ognuno di loro, dai più grandi ai più piccolini e la loro faccia felice ed incredula nel vedere due stranieri nella loro scuola è stata un'emozione impagabile.

Grazie amici, i sorrisi che avete regalato sono anche i nostri

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